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		<title>Alfredo Pirri</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 10:39:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Poliseno</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Artista]]></category>

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		<description><![CDATA[Verso N * * Courtesy OREDARIA Arti Contemporanee, Roma Alfredo Pirri (Cosenza 1957, vive e lavora a Roma) ha esposto in mostre personali e collettive in Italia e all&#8217;estero: Biennale di Venezia, PS New York, Biennale d&#8217;arte contemporanea de l&#8217;Havane, Palazzo delle Papesse Siena, Walter Gropius Bau a Berlino, Villa Medici a Roma, Museo d&#8217;arte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-387" title="pirri" src="http://www.arteincontemporanea.it/wp-content/uploads/pirri-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p><span style="font-size: medium;">Verso N *</span></p>
<p><span style="font-size: small;">* Courtesy<br />
</span></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-333" title="Oredaria Arti Contemporanee" src="http://www.arteincontemporanea.it/wp-content/uploads/oredaria-150x85.jpg" alt="" width="24" height="11" /><span style="font-size: small;">OREDARIA Arti Contemporanee, <br />Roma</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Alfredo Pirri (Cosenza 1957, vive e lavora a Roma) ha esposto in mostre personali e collettive in Italia e all&#8217;estero: Biennale di Venezia, PS New York, Biennale d&#8217;arte contemporanea de l&#8217;Havane, Palazzo delle Papesse Siena, Walter Gropius Bau a Berlino, Villa Medici a Roma, Museo d&#8217;arte contemporanea a Rjieka, Maison Européenne de la Photographie di Parigi. Ha esposto in gallerie private come: Tucci Russo a Torre Pellice, Studio Casoli Milano, Oredaria a Roma, Dina Carola a Napoli, Benet Costa a Barcellona, Michel Rein a Parigi. Un volume dedicato al suo lavoro: Dove sbatte la luce- Mostre e opere. 2003-1986, Where light hits- Exhibitions and works 2003-1986, è pubblicato da Skirà, Milano in collaborazione con la galleria Oredaria, Roma (italiano e inglese).</span></p>
<p><span style="font-size: small;">L&#8217;artista ha realizzato un&#8217;opera stabile presso il reparto di rianimazione dell&#8217;Ospedale Santo Spirito in Sassia di Roma e ha realizzato un&#8217;installazione per il film “La tigre e la neve” di Roberto Benigni, il quale è stato presentato a Villa Guastavillani di Bologna. Ha esposto una sua opera di grandi dimensioni appositamente realizzata per il museo “Maison de la Photo” di Parigi. Nel 2007 per la Notte Bianca di Roma, ha realizzato un suo intervento al Foro di Cesare “Ultimi Passi”, nello stesso anno una sua mostra è stata ospitata dal Museo “Bunker Sztuki” di Cracovia e presso il centro d&#8217;arte “La Pescheria” di Pesaro. Nel 2009 ha esposto presso la Tenuta dello Scompiglio a Lucca, mentre nel 2010 ha avuto una sua mostra personale “MACROwall: Eighties are back!” presso il MACRO di Roma. </span></p>
<div id="attachment_381" class="wp-caption alignnone" style="width: 160px"><img class="size-full wp-image-381" title="" src="http://www.arteincontemporanea.it/wp-content/uploads/quadro-strappato.jpg" alt="quadro strappato" width="150px" height="200px" /><p class="wp-caption-text">Martina Franca 2011</p></div>
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		<title>La Mostra</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 07:46:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Poliseno</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Mostra]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 17 luglio 2011 alle ore 18.00 nel Palazzo Ducale di Martina Franca si inaugura la mostra “PASSI, Alfredo Pirri”, promossa dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia e dalla Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Puglia, e realizzata con un finanziamento erogato dalla Regione Puglia-Assessorato al Mediterraneo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 17 luglio 2011 alle ore 18.00 nel Palazzo Ducale di Martina Franca si inaugura la mostra <strong>“PASSI, Alfredo Pirri”</strong>, promossa dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia e dalla Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Puglia, e realizzata con un finanziamento erogato dalla Regione Puglia-Assessorato al Mediterraneo, alla Cultura e al Turismo nell’ambito del PO FESR 2007/2013 Asse IV.3.2.</p>
<p>Alla manifestazione hanno dato la propria collaborazione il Comune di Martina Franca, il Centro artistico musicale Paolo Grassi di Martina Franca (TA), mons. Franco Semeraro della basilica di San Martino e la Banca Popolare di Bari.</p>
<p>La manifestazione di arte contemporanea organizzata in concomitanza con il Festival Musicale della Valle d’Itria, giunto alla 37° edizione, propone quest’anno un percorso che si snoda nelle sale e all’esterno del Palazzo Ducale, in Palazzo Stabile nel centro storico di Martina Franca e tra le opere d’arte antica della Galleria Nazionale della Puglia a Bitonto.</p>
<p>Le installazioni del maestro Alfredo Pirri sono fonte di inedite riflessioni in grado di suscitare, in luoghi di grande valenza simbolica, sorprendenti effetti percettivi ed emozionali.</p>
<p>L’installazione nelle sale di Palazzo Ducale con la collocazione di specchi frantumati sul pavimento, lungo l’infilata di porte e nella sala più grande, quella dell’Arcadia, produce un effetto di moltiplicazione dello spazio, una visione di sogno, proponendo una incrinatura nella percezione ordinata della realtà e del tempo, spiazzante nella frantumazione dei riflessi che, della decorazione e degli affreschi, restituiscono al visitatore frammenti, segni, colori, in sequenze libere. I passi dei visitatori daranno vita ad una sorta di pulviscolo sonoro amplificato nelle stanze del Palazzo Ducale.</p>
<p>Strettamente connessi tra loro e saldamente intrecciati sono i millecinquecento fili che costituiscono la “Bandiera”, realizzata in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Quest’opera sarà posta sulla facciata esterna del Palazzo Ducale. Mentre, nella sola serata dell’inaugurazione, una installazione sonora nel loggiato di Palazzo Stabile irromperà nel centro storico di Martina Franca.</p>
<p>L’opera “Verso N”*, in mostra alla Galleria Nazionale della Puglia di Bitonto, collocata sul fondo delle sale del primo piano, dialoga con le opere della esposizione museale. La rosata geometria dell’opera di Pirri pervade di una dimensione intima e soggettiva lo spazio espositivo, ne diventa il fulcro e suggerisce l’incontro tra astrazione e figurazione.</p>
<p>L’allestimento nelle sale del Palazzo Ducale di Martina Franca è pensato per la sola luce solare. Gli orari di apertura pertanto sono dalle 17:00 alle 20:00.</p>
<div id="attachment_373" class="wp-caption alignnone" style="width: 160px"><img class="size-full wp-image-373 " src="http://www.arteincontemporanea.it/wp-content/uploads/PIRRI_NEL-CORRIDOIO.jpg" alt="PIRRI_NEL CORRIDOIO" width="150px" height="200px" /><p class="wp-caption-text">Palazzo Ducale</p></div>
<div id="attachment_378" class="wp-caption alignnone" style="width: 160px"><img class="size-full wp-image-378" src="http://www.arteincontemporanea.it/wp-content/uploads/BANDIERA-A-PALAZZO-DUCALE.jpg" alt="BANDIERA A PALAZZO DUCALE" width="150px" height="200px" /><p class="wp-caption-text">Bandiera</p></div>
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		<title>Marialuisa Tadei</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 09:40:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ettore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizione 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[Lacrime 2009 Tondino di ferro, vetro di Murano e trucioli di metallo Nella cosiddetta Sala del Mito o delle Metamorfosi, Marialuisa Tadei ha colto l’essenza della vicenda tragica di Orfeo ed Euridice, narrata dal poeta latino Ovidio: il dolore della perdita irrimediabile. Imprigionate in grandi  gabbie piramidali di tondino di ferro, delle sfere di vetro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-208" href="http://www.arteincontemporanea.it/edizione-2009/marialuisa-tadei/attachment/lacrime-2009-maria-luisa-tadei"><img class="alignleft size-medium wp-image-208" title="Lacrime (2009), Maria Luisa Tadei" src="http://www.arteincontemporanea.it/wp-content/uploads/Lacrime-2009-Maria-Luisa-Tadei-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Lacrime 2009<br />
Tondino di ferro, vetro di Murano e trucioli di metallo<br />
Nella cosiddetta Sala del Mito o delle Metamorfosi, Marialuisa Tadei ha colto l’essenza della vicenda tragica di Orfeo ed Euridice, narrata dal poeta latino Ovidio: il dolore della perdita irrimediabile. Imprigionate in grandi  gabbie piramidali di tondino di ferro, delle sfere di vetro soffiato raccolgono le lacrime dell’amante disperato, trasformate in trucioli di metallo, a significare il sentimento di impotenza di fronte al disegno del destino.<br />
Marialuisa Tadei è nata a Rimini nel 1964. Vive e lavora a Londra.</p>
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		<title>Giuseppe Teofilo</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 09:40:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cicale 2004 Ferro e impianto sonoro Il canto delle cicale, che fuoriesce dalla grande tromba di un fonografo d’antan, si interrompe di colpo quando ci si avvicina. L’opera di Giuseppe Teofilo, abituato a mediare tra gli opposti attraverso continui slittamenti di senso, è un rimando alla tragica conclusione del viaggio di Orfeo nell’Ade, l’allusione alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-197" href="http://www.arteincontemporanea.it/edizione-2009/giuseppe-teofilo/attachment/minolta-dsc-4"><img class="alignleft size-medium wp-image-197" title="Minolta DSC" src="http://www.arteincontemporanea.it/wp-content/uploads/Cicale-2004-di-Giuseppe-Teofilo-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Cicale 2004<br />
Ferro e impianto sonoro<br />
Il canto delle cicale, che fuoriesce dalla grande tromba di un fonografo d’antan, si interrompe di colpo quando ci si avvicina. L’opera di Giuseppe Teofilo, abituato a mediare tra gli opposti attraverso continui slittamenti di senso, è un rimando alla tragica conclusione del viaggio di Orfeo nell’Ade, l’allusione alla sua disobbedienza che provoca la scomparsa definitiva dell’amata Euridice nel regno delle ombre.<br />
Giuseppe Teofilo è nato nel 1981 a Monopoli. Vive e lavora a Polignano a Mare (BA).</p>
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		<title>Nicola Bolla</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 09:40:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ettore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizione 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[Orpheus’ Dream 2009 Struttura in metallo e cristalli Swarovski Nella Sala dell’Arcadia trovano posto  i preziosi microfoni di cristalli Swaroski di Nicola Bolla,  una sorta di vanitas, un rimando “morale” ai tanti Orfei moderni, uomini di spettacolo dal grande carisma, detentori di un grande potere mediatico. Se Orfeo vivesse nel mondo contemporaneo, forse sarebbe una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-193" href="http://www.arteincontemporanea.it/edizione-2009/nicola-bolla/attachment/minolta-dsc-3"><img class="alignleft size-medium wp-image-193" title="Minolta DSC" src="http://www.arteincontemporanea.it/wp-content/uploads/Orpheus-dream-2009-di-Nicola-Bolla-300x283.jpg" alt="" width="300" height="283" /></a>Orpheus’ Dream 2009<br />
Struttura in metallo e cristalli Swarovski<br />
Nella Sala dell’Arcadia trovano posto  i preziosi microfoni di cristalli Swaroski di Nicola Bolla,  una sorta di vanitas, un rimando “morale” ai tanti Orfei moderni, uomini di spettacolo dal grande carisma, detentori di un grande potere mediatico. Se Orfeo vivesse nel mondo contemporaneo, forse sarebbe una rockstar, osannata dalle folle, ma  imprigionata nel proprio ruolo, invidiata per il suo talento ma condannata ad una dolorosa solitudine.<br />
Nicola Bolla è nato a Saluzzo nel 1963. Vive e lavora a Torino.</p>
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		<title>Bianco-Valente</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 09:40:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ettore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizione 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[Fine Senza Fine/NeverEnding End 2009 Video, 6’05” Il  video di Bianco-Valente evoca la  vicenda del mitico poeta e musico, attraverso il tema della perdita della persona amata. Così lo scorrere dei titoli di coda di alcuni film senza lieto fine (*), sottolineati da una base sonora (**) che conferisce alle note di Gluck una dimensione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-179" href="http://www.arteincontemporanea.it/edizione-2009/bianco-valente-2/attachment/minolta-dsc"><img class="alignleft size-medium wp-image-179" title="Minolta DSC" src="http://www.arteincontemporanea.it/wp-content/uploads/Fine-Senza-Fine-NeverEnding-End-2009-di-Bianco-Valente-196x300.jpg" alt="" width="196" height="300" /></a>Fine Senza Fine/NeverEnding End 2009<br />
Video, 6’05”<br />
Il  video di Bianco-Valente evoca la  vicenda del mitico poeta e musico, attraverso il tema della perdita della persona amata. Così lo scorrere dei titoli di coda di alcuni film senza lieto fine (*), sottolineati da una base sonora (**) che conferisce alle note di Gluck una dimensione prettamente mentale e a tratti straniante, tramuta la conclusione di una trama immaginaria nell’inizio di un’interiorizzazione del dolore altrui. Una fine senza fine, appunto.<br />
Giovanna Bianco è nata a Latronico (PZ) nel 1962, Pino Valente è nato a Napoli nel 1967. Vivono e lavorano a Napoli.</p>
<p>*I titoli di coda appartengono ai film:<br />
Brokeback mountain  (2005) di Ang Lee<br />
Le tre sepolture   (2006) di Tommy Lee Jones<br />
21 grammi   (2003) di  Alejandro González Iñárritu<br />
The burning plain  (2008) di Guillermo Arriaga<br />
**Trascrizione per pianoforte della “Danza degli spiriti beati”  dall’ “Orfeo e Euridice” di Cristoph W. Gluck, eseguita da Giovanni Sgambati e rielaborata da Bianco-Valente.</p>
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		<title>Carlo Bernardini</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 09:40:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ettore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizione 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[Senza titolo 2009 Fili di fibre ottiche Nello spazio in penombra della piccola cappella del palazzo Carlo Bernardini ha costruito con  l’ausilio di sottili fili luminosi di fibre ottiche la costellazione della Lira, nata quando Zeus  scagliò nel cielo la testa di Orfeo, ucciso dalle Menadi. Una sorta di ponte tra terra e cielo, quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-183" href="http://www.arteincontemporanea.it/edizione-2009/carlo-bernardini/attachment/minolta-dsc-2"><img class="alignleft size-medium wp-image-183" title="Minolta DSC" src="http://www.arteincontemporanea.it/wp-content/uploads/Senza-titolo-2009-di-Carlo-Bernardini-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Senza titolo 2009</p>
<p>Fili di fibre ottiche<br />
Nello spazio in penombra della piccola cappella del palazzo Carlo Bernardini ha costruito con  l’ausilio di sottili fili luminosi di fibre ottiche la costellazione della Lira, nata quando Zeus  scagliò nel cielo la testa di Orfeo, ucciso dalle Menadi. Una sorta di ponte tra terra e cielo, quello lanciato dal’artista, la traduzione in materia immateriale dell’anelito dell’uomo a liberarsi dei limiti che gli sono imposti e a conquistare la dimensione dell’infinito.<br />
Carlo Bernardini è nato a Viterbo nel 1966.  Vive e lavora a Roma e a Milano.</p>
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		<title>Adriano Persiani</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 08:20:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ettore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bon voyage 2008 Legno, carta chirurgica, stampelle Nelle  sue opere Persiani  riesce a far convivere la semplicità con l’ornamento, la grazia con il kitsch, l’accento ludico con la riflessione sulla caducità della vita; le sue eccentriche creazioni si liberano della prosaicità del quotidiano per entrare nell’universo dell’arte. Nella sala, sulle cui pareti sono i ritratti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-173" href="http://www.arteincontemporanea.it/edizione-2009/adriano-persiani/attachment/bon-voyage-2008-di-adriano-persiani"><img class="alignleft size-medium wp-image-173" title="Bon voyage (2008) di Adriano Persiani" src="http://www.arteincontemporanea.it/wp-content/uploads/Bon-voyage-2008-di-Adriano-Persiani-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Bon voyage 2008<br />
Legno, carta chirurgica, stampelle<br />
Nelle  sue opere Persiani  riesce a far convivere la semplicità con l’ornamento, la grazia con il kitsch, l’accento ludico con la riflessione sulla caducità della vita; le sue eccentriche creazioni si liberano della prosaicità del quotidiano per entrare nell’universo dell’arte. Nella sala, sulle cui pareti sono i ritratti dei duchi di Martina, la sua leziosa portantina barocca pone il tema della fragilità della bellezza in relazione con quello della sofferenza.<br />
Adriano Persiani è nato nel 1972 a Bologna, dove vive e lavora.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Colophon</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 19:05:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Colophon]]></category>

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		<description><![CDATA[Passi di Alfredo Pirri, promossa dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia e dalla Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Puglia, e realizzata con un finanziamento erogato dalla Regione Puglia &#8211; Assessorato al Mediterraneo, alla Cultura e al Turismo nell’ambito del PO FESR 2007/2013 Asse IV. 3.2 Opere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Passi di Alfredo Pirri, promossa dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia e dalla Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Puglia, e realizzata con un finanziamento erogato dalla Regione Puglia &#8211; Assessorato al Mediterraneo, alla Cultura e al Turismo nell’ambito del PO FESR 2007/2013 Asse IV. 3.2</p>
<p style="text-align: left;"><em>Opere di</em>: Alfredo Pirri</p>
<p style="text-align: left;"><em>A cura di</em>: Fabrizio Vona<br /><em>con</em> Fulvia Rocco</p>
<p style="text-align: left;"><em>Trasporti e allestimento:</em> Romano Exhibit s.r.l.</p>
<p style="text-align: left;"><em>Coordinamento e organizzazione:</em> Angela Convenuto, Nuccia Barbone Pugliese, Fulvia Rocco con Antonella Savino</p>
<p style="text-align: left;"><em>Coordinamento Amministartivo:</em> Pasqua Capriati</p>
<p style="text-align: left;"><em>Foto delle opere:</em> Beppe Gernone</p>
<p style="text-align: left;"><em>In collaborazione con: </em>Oredaria Arti Contemporanee / Roma</p>
<p style="text-align: left;"><em>Si ringraziano: </em>Michele Campanaro, Commissario Prefettizio di Martina Franca, Franco Punzi, Presidente del Festival Musicale della Valle d’Itria,<br />
Alberto Triola direttore artistico del Festival Musicale della Valle d’Itria, Angela Spalluto, dirigente AA.GG. del Comune,<br />
Mons. Franco Semeraro, arciprete della Basilica San Martino, Marco Jacobini, Marina Senin Forni, Enrico Montuori</p>
<p style="text-align: left;"><a title="Manifesto" href="http://www.arteincontemporanea.it/wp-content/uploads/manifesto.pdf" target="_blank">Manifesto</a></p>
<p style="text-align: left;"><strong> </strong></p>
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		<title>Orfeo in contemporanea</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 09:51:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ettore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizione 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[In analogia con quanto avviene da decenni per altri festival, nel periodo 15 luglio-18 agosto 2009 a Martina Franca (TA) nelle sale del Palazzo Ducale è stata allestita in concomitanza con il Festival musicale della Valle d’Itria, la mostra di arte contemporanea intitolata Orfeo in contemporanea. Nata da un’idea di Fabrizio Vona e curata da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-254" href="http://www.arteincontemporanea.it/edizione-2009/orfeo-in-contemporanea/attachment/orfeo-in-contemporan-copia-4"><img class="alignleft size-medium wp-image-254" title="Orfeo in contemporan copia" src="http://www.arteincontemporanea.it/wp-content/uploads/Orfeo-in-contemporan-copia3-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a>In analogia con quanto avviene da decenni per altri festival, nel periodo 15 luglio-18 agosto 2009 a Martina Franca (TA) nelle sale del Palazzo Ducale è stata allestita in concomitanza con il Festival musicale della Valle d’Itria, la mostra di arte contemporanea intitolata <em>Orfeo in contemporanea. </em></p>
<p>Nata da un’idea di Fabrizio Vona e curata da Lia De Venere, la mostra è stata promossa dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia e dalla Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Puglia e realizzata con un finanziamento erogato dalla Regione Puglia- Assessorato al Mediterraneo, alla Cultura e al Turismo nell’ambito del PO FESR 2007/2013 Asse IV. 3.</p>
<p>A sei artisti italiani noti a livello internazionale è stato chiesto di progettare un lavoro che in qualche maniera si ponesse in relazione con l’opera <em>Orfeo e Euridice</em> (1762, libretto di Ranieri Calzabigi), considerata da molti l’opera più famosa di Christoph Willibald Gluck, (Erasbach, 1714 – Vienna, 1787), compositore tedesco attivo soprattutto come operista, primo grande rappresentante del classicismo e tra i protagonisti della scena musicale del suo tempo. L’opera in questione, che costituiva l’evento di apertura dell’edizione 2009 del Festival della Valle d’Itria, si ispira al mito di Orfeo, che  nei secoli passati ha offerto spunto a numerosi artisti per composizioni musicali, opere letterarie, dipinti, sculture.</p>
<p>Gli artisti invitati hanno presentato installazioni di forte impatto scenografico, un video  e un lavoro realizzato con fili luminosi di fibre ottiche.</p>
<p>Le loro opere sono state ospitate in cinque sale al piano nobile del Palazzo Ducale, ornate da affreschi settecenteschi, il cui restauro è stato recentemente completato.</p>
<p>La mostra ha avuto un alto gradimento da parte del pubblico e un grande riscontro sui media.</p>
<p>Molto apprezzato è stato l’accostamento tra le opere in mostra e la sede, che per molti visitatori, locali e non, è stata una vera e propria piacevole scoperta.</p>
<p>Alla manifestazione hanno dato la propria collaborazione il Comune e il Centro artistico musicale Paolo Grassi di Martina Franca (TA), Casillo di Corato, Banca Popolare di Bari, Barsanti per l’arte. ﻿</p>
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		<title>Quando e dove</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 10:23:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ettore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Quando e dove]]></category>

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		<description><![CDATA[Titolo: “PASSI”, Alfredo Pirri. Mostra di arte contemporanea A cura di: Fabrizio Vona Sedi: Martina Franca (TA), piano nobile del Palazzo Ducale Bitonto (BA), Galleria Nazionale della Puglia Durata: dal 17 luglio al 31 agosto 2011 Orari: Martina Franca, Palazzo Ducale dalle 17.00 alle 20.00 tutti i giorni &#8211; Ingresso libero Bitonto, Galleria Nazionale della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Titolo:</strong> “PASSI”, Alfredo Pirri.<br />
Mostra di arte contemporanea</p>
<p><strong>A cura di:</strong> Fabrizio Vona</p>
<p><strong>Sedi:</strong> Martina Franca (TA), piano nobile del Palazzo Ducale<br />
Bitonto (BA), Galleria Nazionale della Puglia</p>
<p><strong>Durata:</strong> dal 17 luglio al 31 agosto 2011</p>
<p><strong>Orari:</strong> Martina Franca, Palazzo Ducale dalle 17.00 alle 20.00<br />
tutti i giorni &#8211; Ingresso libero</p>
<p>Bitonto, Galleria Nazionale della Puglia dalle 9.00 alle 20.00<br />
tutti i giorni escluso il mercoledì &#8211; Ingresso libero</p>
<p><strong>Inaugurazione:</strong> Domenica 17 luglio 2011 ore 18.00</p>
<p>In collaborazione con</p>
<p><img class="size-thumbnail wp-image-333 alignleft" title="Oredaria Arti Contemporanee" src="http://www.arteincontemporanea.it/wp-content/uploads/oredaria-150x85.jpg" alt="" width="48" height="27" /></p>
<p><span style="color: #00ccff;">OREDARIA</span><br />
ARTI CONTEMPORANEE / Roma</p>
<p><strong>Infotel</strong> +39 080 5285231-209 (feriali, orario d’ufficio);</p>
<p>Galleria Nazionale della Puglia, Bitonto +39 080 099708</p>
<p>OREDARIA Arti Contemporanee, +39 06 97601689 cell. 348 2310302 – info@oredaria.it</p>
<p>www.spsae-ba.beniculturali.it</p>
<p>www.gallerianazionalepuglia.beniculturali.it</p>
<p>www.arteincontemporanea.it</p>
<p><a title="Invito" href="http://www.arteincontemporanea.it/wp-content/uploads/invito.pdf" target="_blank">Invito</a></p>
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		<title>Nove Artisti per Napoli milionaria</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 13:24:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ettore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizione 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì 21 luglio 2009 alle ore 18,30 nel Palazzo Ducale di Martina Franca si è stata inaugurata la mostra Nove artisti per “Napoli milionaria”, promossa dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia e dalla Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Puglia, e realizzata con un finanziamento erogato dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì 21 luglio 2009 alle ore 18,30 nel Palazzo Ducale di Martina Franca  si è stata inaugurata la mostra <strong>Nove artisti per “<em>Napoli milionaria</em>”</strong>, promossa dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia e dalla Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Puglia, e realizzata con un finanziamento erogato dalla Regione Puglia- Assessorato al Mediterraneo, alla Cultura e al Turismo nell’ambito del PO FESR 2007/2013 Asse IV. 3.</p>
<p>Alla manifestazione hanno dato la propria collaborazione il Comune e il Centro artistico musicale Paolo Grassi di Martina Franca (TA), la  Banca Popolare di Bari, A.N.G.E.L.O. Vintage di Lugo (Ravenna) e Villa San Martino di Martina Franca</p>
<p>La mostra, curata da <strong>Lia De Venere e Fabrizio Vona</strong> e organizzata in concomitanza con il Festival musicale della Valle d’Itria, prestigiosa manifestazione musicale nota in tutto il mondo e giunta alla 36° edizione, che nel cortile del Palazzo Ducale tiene gran parte delle rappresentazioni, ha riunito le opere di nove artisti italiani e stranieri – <strong>Ennio Bertrand, Bianco-Valente, Filippo Centenari, CONIGLIOVIOLA Group,    Raffaele Fiorella, Raffaela Mariniello, Ottonella Mocellin-Nicola Pellegrini, Anila Rubiku, Tarshito</strong> – che hanno tratto spunto in maniera più o meno diretta dalla commedia che Eduardo De Filippo  scrisse nel 1945, da cui alcuni anni dopo venne tratto un film. Nel 1977 Eduardo scrisse anche il libretto di un’opera lirica in tre atti dallo stesso titolo, musicata dal maestro Nino Rota, che fu rappresentata in quell’anno al Festival di Spoleto e che il 15 luglio di quest’anno apre il Festival della Valle d’Itria.</p>
<p>La mostra, allestita nelle sale del primo piano del palazzo, ornate da dipinti a tempera realizzati dal pittore martinese  Domenico Carella nel 1776  e oggi restaurate, ha registrato un altissimo numero di visitatori, che hanno espresso giudizi entusiastici per la particolarità e la qualità dell’iniziativa.</p>
<p>Molto positivi sono stati i riscontri mediatici su carta e in Internet.</p>
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		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 09:16:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ettore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizione 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[La mostra Nove artisti per Napoli milionaria nasce dalla volontà di porre in proficua relazione l’arte contemporanea con il teatro musicale nell’intento di attivare nelle produzioni artistiche attuali nuove suggestioni e letture trasversali. Nella mostra organizzata lo scorso anno figuravano opere nate dalla personale rilettura di sei artisti della favola mitologica evocata dall’Orfeo e Euridice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mostra <em>Nove artisti per Napoli milionaria</em> nasce dalla volontà di porre in proficua relazione l’arte contemporanea con il teatro musicale nell’intento di attivare nelle produzioni artistiche attuali nuove suggestioni e letture trasversali.</p>
<p>Nella mostra organizzata lo scorso anno figuravano opere nate dalla personale rilettura di sei artisti della favola mitologica evocata dall’<em>Orfeo e Euridice</em> di C.W. Gluck; l’esposizione odierna riunisce i lavori di nove autori italiani e stranieri, il cui obbiettivo non è certo  la mera e puntuale illustrazione della trama della commedia <em>Napoli milionaria</em> (1945) di Eduardo De Filippo, da cui l’autore trasse alcuni anni dopo un film e nel  1977 un dramma lirico in tre atti dallo stesso titolo, con musiche di  Nino Rota, rappresentata quell’anno al Festival di Spoleto e che il 15 luglio di quest’anno ha aperto il Festival della Valle d’Itria.</p>
<p>Le opere in mostra si ispirano in maniera più o meno diretta alle vicende che danno corpo alla commedia e al film e alla città in cui sono ambientate, avanzando letture inedite e poetiche riflessioni su alcune tematiche affrontate in quella che viene considerata una delle creazioni più incisive del drammaturgo napoletano. Pur essendo collocata in  un preciso contesto temporale e in luogo particolare, essa pone l’accento su problematiche universali e senza tempo: la guerra e la distruzione fisica, le sofferenze individuali e la decadenza dei valori morali che ne sono le conseguenze, la lotta per la sopravvivenza, la necessità della solidarietà umana, la speranza in un futuro migliore.<br />
<br />
<strong><em>Napoli milionaria</em><br />
La trama della commedia</strong></p>
<p>L’azione si svolge interamente a Napoli: il primo atto, durante il   secondo anno di guerra, in una città stremata dalla fame e distrutta dai   bombardamenti; i due successivi, dopo lo sbarco degli alleati.</p>
<p>Gennaro Jovine, uomo saggio e onesto, ma in famiglia ritenuto debole   ed inetto, assiste, disapprovandoli ma senza la possibilità di   impedirli, ai piccoli traffici di borsa nera organizzati dalla giovane   moglie Amalia, convinta che il contrabbando costituisca l’unica   possibilità di sopravvivenza materiale per la famiglia e anche una fonte   di arricchimento.<br />
L’uomo, pur malvolentieri, è convinto a fingersi morto quando la polizia   irrompe nella loro abitazione per perquisirla, sperando che la  presenza  del defunto sul letto matrimoniale, al di sotto del quale è  nascosta la  merce, possa far desistere gli agenti dalla ricerca. Al  suono  dell’allarme che annuncia un bombardamento, Gennaro vorrebbe  fuggire, ma  continua a fingersi morto, temendo che il brigadiere Ciappa  lo arresti,  sino a quando il poliziotto, impietosito, gli garantisce  che, se porrà  fine alla finzione, non lo condurrà in carcere.<br />
Catturato durante un rastrellamento dai tedeschi, Gennaro ritornerà a   Napoli, dopo un lungo periodo di prigionia nei campi di concentramento   di mezza Europa. Reso ancora più saggio dalla presa di coscienza della   grande tragedia umana rappresentata dal secondo conflitto mondiale,   l’uomo ritroverà la propria famiglia completamente cambiata, in   condizioni di ostentata agiatezza, ma moralmente ormai priva di   scrupoli. La moglie, incattivita dall’attività di contrabbando e   insensibile ad ogni richiesta di solidarietà, è ormai  sul punto di   cedere alla corte serrata di Errico Settebellizze, suo socio in affari;   il figlio Amedeo, divenuto un ladro, sta per essere arrestato con i   propri complici; la figlia Maria Rosaria, abbandonata dal soldato   americano di cui si era invaghita e da cui aspetta un figlio, è   disperata; Rita, la figlia più piccola, da tempo ammalata, ha bisogno di   cure.<br />
Smarrito di fronte a questa inquietante realtà, ma consapevole della   necessità di una rinascita delle coscienze che accompagni la   ricostruzione materiale dell’Italia prostrata dalla guerra, Gennaro si   rivolge alla moglie piangente, provata dalla grave malattia della   piccola Rituccia (la cui salvezza dipende dalla generosità del   ragioniere Spasiano, che senza nulla pretendere in cambio offre a donna   Amalia, che pure aveva cinicamente approfittato in passato del suo  stato  di necessità, la medicina necessaria per la guarigione della  bambina),  rivolgendole la famosa battuta ”Ha da passa’ a’ nuttata”.</p>
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		<title>Ennio Bertrand</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 09:24:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ettore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizione 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Keep in touch, 2010]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-127" href="http://www.arteincontemporanea.it/edizione-2010/ennio-bertrand/attachment/mg_0038"><img class="alignleft size-medium wp-image-127" title="Keep in touch, 2010" src="http://www.arteincontemporanea.it/wp-content/uploads/MG_0038-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Non sono gli uomini ma gli oggetti a parlare nella messa in scena di Napoli milionaria, curata dall’artista, che fa ricorso a sofisticate tecnologie digitali. Così il piatto di maccheroni avanzati e le tazzine di caffè raccontano dei tempi dell’indigenza, mentre le mazzette di mille lire, i gioielli vistosi e la boccetta di profumo alludono all’epoca in cui i traffici illeciti di Amalia danno alla famiglia Jovine un certo benessere a costo di compromessi. Infine, la medicina che il vicino generosamente offre per la guarigione di Rituccia. Quando la mano si avvicina agli oggetti, questi pronunciano delle frasi, se la mano si allontana, le stesse frasi  sono pronunciate alla rovescia, risultando incomprensibili, come tornando sui propri passi ad evocare le speranze deluse di Eduardo nel secondo dopoguerra.</p>
<p>Ennio Bertrand è nato nel 1949 a Pinerolo (TO). Vive e lavora a Torino.</p>
<p><em><span style="color: #333333;"> </span></em></p>
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		<title>Bianco-Valente</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 09:32:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ettore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizione 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Sulla pelle, 2010]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-105" href="http://www.arteincontemporanea.it/edizione-2010/bianco-valente/attachment/mg_0127"><img class="size-medium wp-image-105 alignleft" title="Sulla pelle, 2010" src="http://www.arteincontemporanea.it/wp-content/uploads/MG_0127-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Una penna scrive continuamente su una pagina bianca, parole si accavallano a parole sino a che la pagina diventa un groviglio di segni neri, completamente buia. Il video, prodotto appositamente per la mostra, trae spunto dall&#8217;osservazione che a Napoli, la città che ha formato i due artisti  e dove hanno scelto di vivere, si riproducono ancora oggi gli stessi modelli di relazione fra classi sociali descritti, a partire dal 700, in numerosi diari di viaggio, romanzi e saggi. La parole di Curzio Malaparte, Anna Maria Ortese, Erri De Luca,  Raffaele La Capria, Peppe Lanzetta, si sovrappongono per descrivere il particolarissimo equilibrio sociale che vige da sempre a Napoli  e che ne fa una delle città più caratterizzate al mondo.</p>
<p>Giovanna Bianco è nata nel 1962 a Latronico (PZ), Pino Valente è nato nel 1967 a Napoli, dove vivono e lavorano. <a href="http://www.bianco-valente.com">www.bianco-valente.com</a></p>
<p><em><span style="color: #333333;"> </span></em></p>
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		<title>Filippo Centenari</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 09:31:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ettore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizione 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Innesti vitali, 2008]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-111" href="http://www.arteincontemporanea.it/edizione-2010/filippo-centenari/attachment/mg_0144"><img class="alignleft size-medium wp-image-111" title="Innesti vitali, 2008" src="http://www.arteincontemporanea.it/wp-content/uploads/MG_0144-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Centenari lavora abitualmente contaminando con esiti di forte impatto spettacolare tecniche tradizionali e nuove tecnologie. Innesti vitali conclude idealmente il percorso espositivo e suggella il confronto con l’opera di Eduardo con un segno positivo. Da un cumulo di macerie, tra frammenti di specchi, scattano verso l’alto tubi di luce al neon a indicare che anche nella devastazione fisica e morale più profonda può brillare la luce della speranza. Speranza che aleggia nella battuta finale della commedia – “Ha da passà a’ nuttata!”– cui De Filippo deliberatamente rinunciò nel dramma lirico scritto  nel 1977.</p>
<p><a href="http://www.filippocentenari.it/">Filippo Centenari</a> è nato nel 1978  a Cremona, dove vive e lavora.</p>
<p><em><span style="color: #333333;"> </span></em></p>
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		<title>Brice Cornelio Coniglio</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 09:25:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ettore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizione 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[La guerra non è finita, 2010]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-123" href="http://www.arteincontemporanea.it/edizione-2010/brice-cornelio-coniglio/attachment/mg_0027"><img class="alignleft size-medium wp-image-123" title="La guerra non è finita, 2010" src="http://www.arteincontemporanea.it/wp-content/uploads/MG_0027-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Un grande albero secco da cui pendono cappelli di tutte le fogge, maschili e femminili, civili e militari: è una incisiva citazione del  siparietto che nel film Napoli milionaria (1950) divide un periodo dall’altro e un’allusione ai diversi personaggi che abitano o frequentano l’abitazione della famiglia Jovine, alle relazioni che li legano, ai compromessi cui donna Amalia è stata costretta per “aiutarsi come hanno fatto tutti”. Ma è anche una metafora dello scorrere del tempo e del ripetersi di fatti drammatici al di fuori della stagione bellica, sottolineato dal protagonista della commedia in quel “La guerra non è finita”, che dà il titolo all’installazione.</p>
<p>Brice Cornelio Coniglio è nato nel  1977  a Torino, dove vive e lavora.</p>
<p><em><span style="color: #333333;"> </span></em></p>
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		<title>Raffaele Fiorella</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 09:31:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ettore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizione 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Waiting for,  2010]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-115" href="http://www.arteincontemporanea.it/?attachment_id=115"><img class="alignleft size-medium wp-image-115" title="Under construction, 2008" src="http://www.arteincontemporanea.it/wp-content/uploads/MG_0140-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Capita spesso di ritrovarsi ad aspettare qualcosa. Un’attesa in cui convivono la speranza e più spesso l’ illusione di un cambiamento che dia una svolta alla nostra vita. Un tempo sospeso in cui gesti quotidiani si alternano a sogni ad occhi aperti. L’attesa di un cambiamento, presente in “Napoli milionaria” – la guarigione di Rituccia, la figlia del protagonista – e che caratterizza  anche molti momenti dell’esistenza degli individui ha ispirato Raffaele Fiorella, che offre in undici video delle tranches de vie, che raccontano in sintesi le attese di famigliari e amici.</p>
<p>Raffaele Fiorella è nato nel 1979 a Barletta (BA), dove vive e lavora. <a href="http://www.raffaelefiorella.it">www.raffaelefiorella.it</a></p>
<p><em><span style="color: #333333;"> </span></em></p>
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		<title>Raffaela Mariniello</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 09:29:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ettore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizione 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[L’opera ovunque, 2000-2010]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-131" href="http://www.arteincontemporanea.it/edizione-2010/raffaela-mariniello/attachment/mg_0040"><img class="alignleft size-medium wp-image-131" title="L’opera ovunque, 2000-2010" src="http://www.arteincontemporanea.it/wp-content/uploads/MG_0040-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Un toccante ritratto in bianco e nero della città di Napoli, dalla collina di Posillipo alle periferie industriali, dalla zona portuale ai  quartieri dormitorio, ci viene offerto dalla installazione con foto e video di Raffaela Mariniello. Poetiche e drammatiche al tempo stesso, notturne e a tratti metafisiche, ma soprattutto prive di qualsiasi concessione allo stereotipo attraverso cui la città è sempre stata raccontata,  le sue immagini parlano di luoghi in cui immobilità e cambiamento continuamente si mescolano, in cui passato e futuro trovano sintesi in un problematico presente, in cui “la guerra non è mai finita”.</p>
<p>Raffaela  Mariniello è nata nel 1961 a Napoli, dove vive e lavora.</p>
<p><em><span style="color: #333333;"> </span></em></p>
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		<title>Ottonella Mocellin-Nicola Pellegrini</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 09:28:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ettore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizione 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Così lontano così vicino, 2004/2010]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-119" href="http://www.arteincontemporanea.it/edizione-2010/ottonella-mocellin-nicola-pellegrini/attachment/mg_0045"><img class="alignleft size-medium wp-image-119" title="Così lontano così vicino, 2004/2010" src="http://www.arteincontemporanea.it/wp-content/uploads/MG_0045-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>A dare spunto all’opera è l’epistolario intercorso tra i nonni di Ottonella durante la seconda guerra mondiale. Il marito è deportato in Germania, la moglie è a casa con i figli. Ottonella legge le lettere del marito, Nicola quelle della moglie. In sottofondo reperti sonori dell’epoca: discorsi di Mussolini, Turati, Pio X, Hitler, canti di deportati, canzoni fasciste. Nel buio appaiono due immagini – un uomo che porta una culla in mezzo alle macerie e una donna che porta una bara in un paese distrutto dai bombardamenti – a sottolineare la dimensione personale/collettiva, storica/attuale dell’opera, il cui intento è mantenere viva la memoria di un conflitto che ha devastato il nostro passato e insieme riflettere sulla situazione attuale in cui le guerre, filtrate dall’immagine mediatica, non sono percepite nella loro drammatica quotidianità.</p>
<p>Ottonella Mocellin è nata nel 1966 a Milano; Nicola Pellegrini è nato nel 1962 a Milano, dove entrambi vivono e lavorano.</p>
<p><em><span style="color: #333333;"> </span></em></p>
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